Il Comune di Capri è al centro di una controversia legale per l’approvazione di un regolamento che disciplina il trasporto di cortesia dei clienti delle strutture turistiche, esercizi pubblici e stabilimenti balneari. Il Comune di Anacapri ha dato mandato di impugnare il regolamento davanti al TAR Campania, poiché potrebbero esserci profili di illegittimità che potrebbero portare a una sospensione del provvedimento e a una condanna, con conseguenti oneri economici e il traffico bloccato.
Il regolamento, approvato con delibera consiliare n. 19 del 14.2.2025, introduce limiti dimensionali per i veicoli (larghezza massima 175 cm) e impone l’obbligo di una targa identificativa rilasciata dal Comune di Capri. La normativa si applica all’intera isola, compreso il territorio di Anacapri, e anche alle strade provinciali di proprietà della Città Metropolitana di Napoli?
Il regolamento potrebbe presentare diversi profili di illegittimità:
- Eccede le competenze comunali, disciplinando la circolazione su strade non di proprietà del Comune di Capri.
- Introduce una categoria di veicoli (“trasporto di cortesia”) non prevista dal Codice della Strada.
- Impone limiti dimensionali più restrittivi di quelli stabiliti dalla Città Metropolitana di Napoli.
La controversia si inserisce in un più ampio dibattito sulla gestione della mobilità nell’isola di Capri, ma la soluzione a tali problematiche deve essere ricercata attraverso strumenti legittimi e nel rispetto delle competenze di ciascun ente, per evitare contenziosi che rischiano di tradursi in un danno per l’intera comunità.
L’avv. Simeoli, in una nota urgente al Sindaco e al Segretario Comunale, ha chiesto l’annullamento in autotutela del regolamento e l’immediata pubblicazione, a firma del dirigente della Polizia Municipale, di una nuova ordinanza sul traffico che vada a disciplinare la circolazione e la sosta lungo le strade comunali Don Giobbe Ruocco, via Palazzo a Mare e Cristoforo Colombo.
No alla creazione di nuovi parcheggi, e sì alla sistemazione del Molo Pennello, parcheggio costruito con fondi pubblici per area di attesa d’imbarco, con la creazione di una biglietteria per le navi.
